Alla scoperta del nostro futuro
Come conoscere i meccanismi mentali che determinano il nostro futuro? Imparare ad auto-osservarsi e scoprire le profezie che si autoavverano.
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Alla scoperta del nostro futuro

Scegliere il nostro futuro

Alla scoperta del nostro futuro

Siete pronti a scoprire il vostro futuro?

Niente cartomanti, niente segreti, con questo articolo proveremo a osservare alcuni meccanismi mentali che determinano dei quotidiani fenomeni della nostra vita.

Iniziamo dal principio: quante volte ci sentiamo dire che sono le nostre esperienze passate ad influenzare il nostro futuro?

Effettivamente, se siamo stati feriti dal nostro precedente partner, perché ci ha traditi, nella relazione successiva avremo il timore che possa ricapitare e forse saremo più guardinghi e attenti ai movimenti della nuova persona con cui ci relazioniamo. Quindi in quest’ottica sembra proprio che il nostro passato influenzi il futuro. 

Tuttavia, se proviamo a leggere la situazione da un altro punto di vista, potremmo dire anche che i comportamenti che mettiamo in atto oggi nella nuova relazione, cercano di prevenire un dolore futuro. Per evitare qualcosa di spiacevole, che potrebbe capitare nel nostro domani, mettiamo in atto comportamenti preventivi. 

In tal senso, il nostro presente è influenzato da un possibile evento futuro che non vogliamo ci accada. Nell’esempio del tradimento, con il nuovo partner saremo guardinghi e sospettosi, oppure intavoleremo argomentazioni volte a evitare possibili tradimenti futuri.

Eppure, è anche vero che sulla base di come oggi percepiamo il nostro passato, agiremo per ottenere un successo o evitare un fallimento domani.

Ad esempio, se riceviamo una critica sul lavoro, possiamo sperimentarla come uno stimolo per migliorare e aggiustare il tiro per raggiungere l’obiettivo prefissatoci, oppure possiamo viverla come un giudizio e sentirci dei buoni a nulla, non fare niente per migliorare e non ottenere i risultati desiderati.

Passato e futuro si incontrano nel nostro presente.

Grazie alle esperienze che abbiamo vissuto, e soprattutto in base a come le abbiamo elaborate, avremo delle idee, delle prospettive su di noi, sugli altri e sul mondo. Grazie a quello che vorremmo nel nostro futuro, e a quello che non vorremmo, ci comportiamo oggi per arrivare alla nostra meta.

In psicologia, è chiamata profezia che si autoavvera il fenomeno per cui si realizzano determinate aspettative che abbiamo. 

Questo meccanismo riguarda proprio gli esempi di cui abbiamo appena parlato: se crediamo che qualcosa sia reale o abbiamo definite aspettative su un evento o su una persona, agiremo come se l’evento fosse già accaduto, come se la nostra credenza fosse vera.

Quindi, se siamo convinti che non passeremo un colloquio di lavoro perché non abbiamo le competenze adeguate, ci presenteremo e comporteremo in modo tale da farci apparire veramente inadeguati, dando l’immagine di essere incompetenti, con il conseguente risultato di non passare il colloquio. 

Viceversa, se pensiamo di essere competenti ci presenteremo nel migliore dei modi, ci comporteremo e risponderemo alle domande con sicurezza, dando l’immagine di essere qualificati, superando così il colloquio.

Come possiamo fare per sfruttare a nostro vantaggio questi meccanismi?

Possiamo predire il nostro futuro?

Innanzitutto possiamo imparare a riconoscere le nostre credenze su noi stessi e sugli altri, le nostre aspettative e le reazioni che sono connesse. 

Se penso di non essere simpatico ai colleghi, starò in disparte e conseguentemente gli altri non saranno nemmeno stimolati a parlarmi, confermando l’idea di non essere simpatico. 

Una volta individuate queste dinamiche, potremo iniziare ad agire diversamente per rompere questo circolo vizioso.

In ufficio non starò più in disparte, ma proverò a conversare con un collega, ad essere di buon umore e disponibile verso gli altri, in tal modo le persone avranno piacere a parlare con me, rimandandomi l’immagine di essere una persona simpatica.

Tuttavia, a volte, questi meccanismi sono difficili da individuare da soli, ma con l’aiuto di un professionista, psicologo o psicoterapeuta, sarà possibile imparare ad auto-osservarsi e, successivamente, iniziare ad ampliare i comportamenti e le strategie, per renderli più funzionali e adattivi nei diversi contesti della vita.