Natale, tra amore e odio
Il Natale può essere considerato un periodo dell'anno pieno di gioia ed euforia, o al contrario un momento da passare il prima possibile perché crea stress e malumore. Come possiamo iniziare a vivere in modo diverso le feste di Natale?
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Natale, tra amore e odio

Natale Campane Albero

Natale, tra amore e odio

Sta arrivando il periodo delle feste di Natale, tanto amato o tanto temuto! 

Come mai non cogliamo l’occasione per riflettere su cosa sia il Natale per noi? Che cosa ci fa tanto amare questo periodo dell’anno o al contrario che cosa ci fa sperare che passi il prima possibile?

Trovare il regalo adatto ad ogni persona, fare l’aperitivo con i colleghi per gli auguri… ma auguri di che cosa? Perché dobbiamo presentarci alla cena con i colleghi e fingere allegria e leggerezza se l’unica cosa che vorremmo è scappare?

Solitamente ci ritroviamo in un vortice di cose da fare e persone da vedere, solo perché in questo periodo dell’anno va fatto

Se estrapoliamo queste feste dalla cornice cristiana da cui derivano nella nostra società, quale significato hanno per noi? 

Se prima di avere un significato cristiano il 25 dicembre era la festa del Sole Nascente, negli ultimi anni si è fatto strada un senso pagano riferito allo stare in famiglia, a uno scambio di doni, alla solidarietà.

Quindi ecco che il Natale ci impone il pranzo in famiglia, l’obbligo dei regali, gli auguri sorridenti, tutto sotto luci di festa, canzoni e film tipicamente natalizi. 

Alcuni di noi non vedono l’ora che arrivi questo periodo dell’anno, un momento in cui ritrovarsi in famiglia, in un clima di raccoglimento e unione

Altri invece vivono il pranzo di Natale, piuttosto che il cenone della vigilia, solo come fonte di stress, ansia e malumore. C’è chi attorno alla conviviale tavolata natalizia ritrova gelosia, invidia, rancore, giudizi e conflitti. 

Il Natale può porci di fronte a momenti di tristezza, di solitudine e di dolore. 

Possiamo aver avuto un lutto in famiglia, star vivendo una separazione, una crisi lavorativa o avere vissuti dolorosi legati alla famiglia, con cui ci sentiamo obbligati a ritrovarci in questo periodo dell’anno.

Considerando che il Natale è la festa della nascita, la festa della luce e della verità, perché non partiamo da noi stessi, iniziando a farci rinascere? 

Perché non cogliamo l’occasione di dolore e malessere come momento in cui riflettere sulle nostre verità interiori, dandoci così la possibilità di risvegliarci e brillare nuovamente?

Sarebbe bello se ognuno di noi, nella corsa frenetica ai preparativi, caratterizzata da gioia ed euforia o da malumore e irritazione, si fermasse anche solo qualche secondo per ascoltarsi e domandarsi “come sto? Come mi sento? Quali pensieri affiorano dentro di me?”.

Il Natale è anche un momento di riflessione su di noi e sulle nostre relazioni, su come ci sentiamo nei nostri legami affettivi.